Nel corso del 2007, la produzione di bresaola ha registrato un trend di crescita costante e sensibile, sfiorando le 17.000 tonnellate, di cui 12.000 marchiate IGP, per un valore franco stabilimento di 230 milioni di Euro.
A questo risultato ha contribuito in maniera significativa anche l’export, che nel periodo considerato è arrivato a superare le 2.000 tonnellate.
La produzione coinvolge complessivamente 16 aziende dislocate nell'ambito della zona tipica di produzione, che coincide con il territorio della Provincia di Sondrio, per un totale di circa 1200 addetti tra diretti ed indotti nella filiera di produzione.
Per ciò che riguarda i consumi, ormai da diversi anni, sostenuta dai nuovi stili alimentari e in virtù delle sue riconosciute valenze salutistiche, la bresaola è entrata stabilmente nelle abitudini di acquisto degli Italiani, anche se è nel periodo estivo che il consumo del prodotto registra un decisivo aumento.
La vendita è rappresentata per lo più dal prodotto da taglio, ma il preconfezionato, che occupa oltre il 25% è continuamente in crescita in considerazione delle rilevate tendenze del mercato, sempre più orientate verso l'acquisto di prodotto fresco e al tempo stesso pronto al consumo.
La bresaola è commercializzata attraverso la distribuzione moderna per il 55%, all'ingrosso e attraverso la ristorazione per il 35% e tramite il dettaglio tradizionale e i negozi specializzati per il restante 10%.
Lo scenario internazionale sta apprezzando in maniera crescente il prodotto. Svizzera, Francia, Germania e Inghilterra sono ancora i principali Paesi di destinazione delle esportazioni, ma altri Paesi rappresentano interessanti sbocchi commerciali: tra gli altri Russia, Medio Oriente, Cipro e Hong Kong.
La Bresaola della Valtellina giunge assai gradita nei Paesi asiatici, ed in particolare in quelli islamici, da questi ricercata per essere l'unico salume prodotto con carne di manzo.